Qualche perla dall’antica Lutezia, in giro per la città


Parigi, non si finisce mai di scoprirla. Luoghi da non perdere per nessuna ragione al mondo, ebbri di storia e di mistero. Per poi puntare ai numeri 1, 3, 7, 10, 11 e lasciarsi andare al suo fascino senza tempo.

Qualche perla dall’antica Lutezia, in giro per la città


L’allure della capitale francese, da grande Dame

In tour per una delle metropoli più visitate al mondo, alla ricerca dei luoghi meno frequentati

“Parigi è come un oceano. Gettateci una sonda e non ne conoscerete mai la profondità”.
Honoré de Balzac




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Paris, Paradis. La città dove tutto è possibile. Parigi misteriosa, dal fascino senza tempoElettrizzante, piccante, seducente. Con una storia immensa, una scatola cinese di epoche, avvenimenti, architetture, continua continua, infinita. A Parigi si vive bene, lo dico per esperienza vissuta, sa accoglierti e stupirti continuamente. E’ sempre in fermento, una e centomila. 


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Non saprei dire se Parigi è più bella di notte o di giorno… è sempre bella.
Stimola costantemente la curiosità di scoprire, eccita i sensi del viaggiatore, catturandoli in una molteplicità di particolari ancestrali.
Ricordo quando spalancavo la finestra del mio appartamentino per fare entrare la vie en rose. Mi sentivo nel favoloso mondo di Amélie.
Passeggiare (esiste un termine perfetto in francese, flâner, traducibile con un gironzolare senza meta, perdendo il senso del tempo) per Parigi era ed è la libertà di apprendere lezioni di storia, di bellezza e di vita.

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La Bellezza risparmiata dagli orrori della guerra: Parigi rimase praticamente intatta durante la seconda guerra mondiale, evitata dai bombardamenti (apparentemente perché non era snodo di ferrovie militari né sede di fabbriche), salvata dallo stesso governatore tedesco che si rifiutò di obbedire agli ordini di Hitler di distruggere i ponti sulla Senna e i monumenti.
Parigi è una delle città che offre la più grande diversità di musei al mondo. Pittura, scultura, fotografia, arte contemporanea, le scienze e tante altre discipline sono muse di centinaia di musei. Difficile scegliere, con una tale offerta culturale!

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La prima tappa resta il Louvre, da restarci dentro per giorni a riempirsi gli occhi (38.000 opere, tra le quali dei capolavori assoluti): il più visitato museo al mondo inizia il suo percorso espositivo dalle antiche civiltà, passando per il Medio Evo via via fino al 1850.
Dal 1989 il cortile del museo ospita la Piramide del Louvre, che riempie di luce naturale il museo. Fu accolta con critiche feroci, ma esattamente come per la Torre Eiffel e il Centre Pompidou, col passare del tempo è diventata uno dei simboli di Parigi.
Ci sono luoghi da non perdere, come la Tour Eiffel, Montmartre e la basilica del Sacro Cuore, il Grand Palais, il quartiere latino, il giardino delle Tuileries, Notre-Dame e l’Île de la Cité, l’Arco di Trionfo, La Concorde e gli Champs-Élysées. Eccchetelodico a fa’? Sono arciconosciuti.

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D’accordo allora diamo i numeri: 1, 3, 7, 10, 11. Esattamente, gli arrondissement.
Nel primo con il suo Palais Royal, la Comedie Français, Rue de Rivoli, Place Vendôme con la sua colonna di Austerlitz. Una piazza che se potesse parlare, ne avrebbe da raccontare… al 15 dell’Hotel Ritz, visse Coco Chanel; al 12 visse e morì di tubercolosi Frédéric Chopin; Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione e cugina di Cavour, venne inviata da quest’ultimo in missione alla corte francese di Napoleone III per cercare di sedurlo e perorare presso l’imperatore l'alleanza franco-piemontese, ci riuscì e fu la sua amante per più di un anno e abitò al numero 26 di Place Vendôme; Lady Diana e il suo compagno, Dodi al-Fayed trascorsero qui le loro ultime ore di vita prima di imbucare il Tunnel dell’Alma.

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Al numero 3 vi porto solo per scoprire l’Hotel Marais Paris Boutik La Librairie. Una suite tra travi a vista e librerie colme di libri (ben 4.500): trasformazione della librarie du Marais, destinata a chiudere per la perdita di clienti. Un posto unico.
Giochiamoci il 7, per i golosi. Tuffiamoci a Beaupassage, a rievocare la dimensione tutta parigina dei passages, le gallerie che dall’800 scandiscono il centro della città, inventando spazi un po’ segreti. Con il corollario di quattro installazioni d’arte, raggruppati qui, uno accanto all’altro, ci sono una panetteria firmata da Thierry Marx, chef 2 stelle Michelin, l’Allenothèque di Jannick Alléno, 3 stelle, il Daily Pic di Anne Sophie Pic, l’unica chef 3 stelle di Francia, e poi la macelleria-ristorante di Alexandre Polmar, la prima caffetteria di Pierre Hermé, lo street food di mare di Olivier Bellin, bistellato “allievo” di Joël Robuchon, il caffè giapponese di Junichi Yamaguchi, campione del mondo di latte art. Ti pare poco?

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E ora, puntiamo al numero 10, intorno a Canal Saint-Martin. I Canali di Parigi, con il loro via vai di battelli, i ponti di ferro e le chiuse erano uno degli scenari preferiti dal commissario Maigret. En passant, ti ricordo la crociera gastronomica sulla Senna con il nuovo battello elettrico Ducasse-sur-Seine. Oggi la zona è stata rivalutata da stilisti e giovani creativi che aprono i loro atelier negli hangar e nelle tipografie abbandonate. Nel 1934 in questo quartiere, tra i canali, Jean Vigo, regista maledetto, realizzò il film L’Atalante, una delle storie d’amore più amate dagli appassionati e dagli studiosi di cinema.

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Ultima puntatina all’11, il quartiere con la più alta densità demografica d’Europa. Rue de Lappe, Rue Oberkampf, Avenue Palmentier, Rue de Charonne, Bolulevard Voltaire. Questi ultimi sono indirizzi ben noti ai nottambuli: in queste strade c’è la più alta concentrazione di locali di tutta la città, qui la vita e il casino vanno avanti fino alle prime ore dell’alba. Qui fu fondato il neologismo bistronomia, ad indicare una democratizzazione dell’alta cucina, riconciliando la cultura dei bistrot e la gastronomia. Il più noto è Le Chateaubriand, ai fornelli Iñaki Aizpitarte, di origine basca. Sempre nel decimo, va ricordato il Musée Édith Piaf e il Museo del Fumo. Per gli amanti dei gialli, al numero 132 di Boulevard Richard Lenoir, Georges Simenon domiciliò qui il suo personaggio più famoso, il già citato commissario Maigret.
Non si parte senza essere stati al mercatino delle pulci di Saint-Ouen, il primo al mondo per grandezza: sette ettari di superficie, sedici mercati e oltre duemila venditori. Da anni è conosciuto in tutto il mondo anche per la qualità di alcune opere che un occhio esperto può trovare, quasi fosse un museo all’aperto. Molti registi hanno usato questo mercato per girare alcune scene dei loro film, come Woody Allen che vi ha ambientato alcuni momenti di “Midnight in Paris”.
Stare appresso alla città che cambia non è facile perché, nonostante la crisi economica, qui si continuano a realizzare progetti faraonici. Chissà cosa ci proporrà Parigi per le Olimpiadi 2024! Ed è già domani…



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